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4.8.15

11ª puntata blog-novel POTERE FEMMINILE IN AZIONE - Il racconto di un percorso per meditare sull'identità di genere

Mi sono trasferita su
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12.7.15

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10.7.15

Blog-novel POTERE FEMMINILE IN AZIONE 17ª puntata [Il racconto di un percorso per meditare sull'identità di genere]


Foto di Cas Cornelissen
Arrivate in una zona pianeggiante del bosco, si formò un cerchio di donne, tappetini e teli; ognuna si coprì opportunamente perché l'ombra ormai incipiente lentamente si lasciava assorbire da corpi e tessuti.
Qui ebbe inizio la fase del life coaching dedicata alla relazione e alla condivisione. Ognuna delle partecipanti fu invitata a raccontare il progetto che aveva intenzione di concretizzare tramite il ciclo di quattro seminari, e le risorse e le competenze da esso stimolate ad attivarsi e allenarsi. C'erano tanti corsi di formazione in giro, ma queste donne avevano scelto di spendere mezza estate per partecipare esattamente a questo - per loro era importante!


La realizzazione lavorativa implica la capacità di far sì che lo spirito diventi materia

Maria sollecitò le donne a riferirsi il più possibile a contenuti concreti e chiaramente comunicabili al gruppo; disse loro che, anche se volevano parlare di elementi interiori, dai confini sfumati e difficilmente definibili, per dare una forma concreta ai propri sogni dovevano sforzarsi di usare parole palpabili per tutte, sottolineando quale fosse il corrispettivo sociale del ruolo che desideravano creare. Per esempio, se si stava sperimentando l'archetipo della madre, il compito consisteva nel dire COME esso stesse prendendo forma, materialmente, nella propria routine: trascorrendo la maggior parte del tempo a prendersi cura delle persone (parenti, anziani di una comunità, alcolisti, etc.)? Passando le giornate con i propri figli o con degli altri bambini? Dedicando ore e ore ogni giorno a cucinare per qualcuno (parenti, amici o impiegati a pranzo in una mensa aziendale)? In questo modo, per tutte le donne presenti risultava facile comprendere qual era la circostanza reale e quotidiana in cui le compagne di viaggio si stavano muovendo, qual era la realtà di base da cui ognuna di esse partiva e con cui era chiamata a confrontarsi. Così si potevano creare empatia, comunicazione e collaborazione.
Mentre una parlava, inoltre, coloro che ascoltavano dovevano fare anche un altro esercizio di life coaching: appuntarsi un'abilità e un limite di se stesse che scorgevano riflessi in colei che si stava raccontando.

Progetti e vite di donne

Kore presentò se stessa come una studiosa di sciamanesimo e un'aspirante scrittrice. Disse che nella sua vita, ciclicamente, tornavano a presentarsi due particolari temi, che ne disegnavano i contorni e l'identità: l'antropologia e la figura del minatore. Aggiunse, infine, che il suo obiettivo primario, al momento, era trovare il modo di muoversi nel nuovo territorio in cui sentiva di essere appena giunta - nuovamente single dopo cinque anni, madre di una bambina di due anni e a casa da sola con lei, invece che con le sette altre persone con cui si era abituata a vivere. La sua priorità era assicurarsi l'autonomia economica ed emotiva, onde poter garantire il giusto nutrimento a se stessa e a sua figlia.
Grazia si descrisse con un'immagine: un melograno gravido di semi rossi, talmente pieno da essere sul punto di esplodere. Il rosso dei semi per lei rappresentava le emozioni e la sessualità, ed era proprio questa la principale sfera che Grazia si stava prefiggendo di esprimere, a cui sentiva il bisogno e il desiderio di dare spazio, in particolare attraverso l'arte e la fotografia, le sue passioni: voleva dedicarsi a dei progetti artistici e alla fotografia, per trasformare le proprie emozioni e pulsioni in risorse benefiche e preziose.
Diana si vedeva al culmine della propria esperienza di madre in armonia con la vita naturale; aveva una percezione di se stessa come “terra che nutre”. In una certa misura ne era felice, ma in parte voleva anche riconquistare dei propri spazi personali, sia lavorativi sia amicali, per ricostruirsi una dimensione privata in cui poter coltivare la propria indipendenza e potersi sentire gratificata anche al di là di ciò che faceva per le persone care.
Vestia aveva un'immagine di sé come di un albero da frutta, e per la precisione un melo troppo carico; sentiva il peso eccessivo, e sebbene si trattasse di mele buone e dolci, aveva la chiara intuizione di doversi ridimensionare, di dover escludere qualcosa o qualcuno, tagliare, rinunciare a delle attività che, per quanto interessanti e stimolanti, stavano rischiando di schiacciarla sotto impegni e responsabilità. Era determinata a perseguire l'obiettivo di una vita naturale, umana e sostenibile, da tutti i punti i vista.
Juno si vedeva come un tronco nel letto di un fiume, un tronco che poteva lasciarsi andare alla corrente e correre e fluire, mentre invece stava spendendo moltissime energie per resistere, frenarsi ed eviare di cambiare vita. Raccontava di essere contenta delle decisioni prese in passato (il ritorno alla natura, la dedizione all'artigianato e la vita comunitaria), ma in questo periodo aveva anche un'altra meta: riscoprire la propria individualità e reinventare una vita personale che, allo stesso tempo, risultasse utile per il gruppo e in armonia con quella che, di fatto, era diventata la sua nuova famiglia.

[... to be continued... Ci vediamo venerdì prossimo sul nuovo sito!!!]


Ilaria Cusano



8.7.15

10 spunti per donne in carriera disastri affettivi & mamme felici incapaci di autonomia [Come far funzionare la conciliazione famiglia-lavoro]


Oggi parto da una critica alle donne, donne a cui mi sento profondamente unita in spirito di sorellanza, donne che amo e donne in cui credo fermamente, ma che in questo devo pungolare: osservo una grossa difficoltà a fare una sana autocritica, una resistenza ad ammettere le proprie mancanze e, di conseguenza, un ferraginoso processo di trasformazione.
Da una parte, intorno a me vedo delle donne apparentemente di successo, nel senso di efficaci dal punto di vista economico e del prestigio sociale, del tutto a proprio agio con l'esperienza della bellezza e dell'indipendenza, ma con enormi chiusure a livello affettivo, di pancia e di cuore – il che, per una donna, rappresenta un ostacolo più grave rispetto a quel che è per un uomo, perché la pancia e il cuore sono i regni femminili per eccellenza, e se l'accesso non è facile vuol dire che lo sviluppo non è avvenuto in armonia con la propria natura più vera ed essenziale.
Dall'altra parte, conosco molte mamme super felici della propria scelta, gratificate dal poter esprimere e vivere appieno la propria sensibilità affettiva, grate per l'opportunità di crescere uno o più figli, di nutrirlo/i e condividere il proprio tempo in uno spazio di amore e gioia intimi, ma con enormi problemi materiali. Avere dei periodi di down economico è normale, fa parte della ciclicità della vita che si manifesta anche così; avere bisogno del supporto altrui ogni tanto è umano, e sono molte le persone disposte ad aiutarci come possono, quando ne abbiamo bisogno. Non essere capaci di provvedere a se stesse e in parte al/ai proprio/i figlio/i, però, è ben diverso, ed è decisamente problematico.

5 spunti per le donne in carriera disastri affettivi

1) Ritagliati un certo tempo (10' o anche 1 ora, se hai piacere) tutti i giorni, solo per attività disinteressate, improduttive, generose od oziose. Ti servirà per ricordarti, attraverso delle esperienze piacevoli e profondamente nutrienti, che nella vita ci sono anche l'affetto, l'intimità e il puro piacere di fare le cose, oltre alle strategie, ai calcoli e al raggiungimento degli obiettivi.
2) Trova una buona azione a cui dedicarti regolarmente, con l'unico scopo di fare del bene a qualcuno e di provare la gioia e la libertà di saperlo e poterlo fare.
3) Fai spazio al caos, al disordine e all'imprevisto, nella tua vita: quando ti capitano, accoglili con curiosità e fiducia, e mentalmente apriti alla reale possibilità che arrivino per portarti delle belle novità, e non solo per scombussolare tutti i tuoi piani.
4) Dedicati alla cura del tuo corpo con amorevolezza; metti da parte gli sport troppo aggressivi, sfidanti o stancanti, e punta a qualcosa di più dolce, sensibile e piacevole – scoprirai un tipo di forza e rinnovamento altrettanto validi e importanti di quelli che hai coltivato finora.
5) Concediti, per un periodo, una sessualità un po' diversa, in cui tu possa amare ogni persona per quello che è, senza valutare, selezionare o scartare troppo, ma con l'apertura mentale di poter conoscere e apprezzare delle qualità nuove, differenti rispetto a quelle che la tua razionalità ha posizionato nella hit parade della perfezione. Scorgi la bellezza e il valore in tutti, e onorali.

5 spunti per le mamme felici incapaci di autonomia

1) Ritagliati un certo tempo (10' o anche 1 ora, se hai piacere) tutti i giorni, solo per attività interessate, produttive, egoiste od opportuniste. Ti servirà per ricordarti, attraverso delle esperienze interessanti e motivanti, che nella vita ci sono anche delle scelte precise e potenti da fare, una direzione da prendere e mantenere, il raggiungimento di importanti obiettivi per la tua realizzazione lavorativa – non si vive di solo affetto, romanticismo e simbiosi.
2) Trova un'azione profittevole a cui dedicarti regolarmente, con l'unico scopo di ottenere riconoscimenti, attraverso il guadagno, il prestigio, la fama o nuove opportunità di crescita.
3) Nella tua vita, fai spazio alla gestione consapevole, all'ordine e al controllo: ogni volta che puoi, decidi tu come vivere la tua giornata, e mentalmente apriti alla reale possibilità che più eserciti il tuo potere liberamente e con autostima, più attrarrai fortuna e occasioni – la volontà non è soltanto sforzo, fatica e concentrazione.
4) Dedicati alla cura del tuo corpo con energia e intensità; metti da parte la pigrizia e la sedentarietà, e cerca quel giusto livello di stress che ti stimoli, tonifichi e rafforzi – scoprirai un tipo di presenza e di radicamento altrettanto validi e importanti di quelli che hai coltivato finora.
5) Concediti un periodo di astinenza sessuale consapevole, per recuperare il contatto con la tua poderosa energia vitale e per imparare a gestirla in autonomia, senza condividerla con nessun partner, né scaricarla all'esterno. Puoi coltivare il piacere fisico in altri modi, per un po' di tempo, e scoprire che la tua vita è solo tua, e che solo tu puoi esserne l'artefice.

Una donna sana e felice è sempre un equilibrio tra questi due lati della personalità e dell'essere, come approfondiremo nei due fantastici seminari in programma per l'11 e il 25 Ottobre a Roma insieme a Valentina Coccia di BeautyWillSaveTheWorld: “Sei più Carrie Bradshow o Madre Teresa? Il tuo carisma naturale non ha dubbi: diventi magnetica quando sei tutte e due!” (per tenerti informata, fai riferimento ai miei prossimi appuntamenti). E ricorda: stiamo parlando di capacità che non sono innate; vanno coltivate, esercitate e raffinate, per disporne e goderne nella vita.

Condividi la tua esperienza nei commenti! Sarai di aiuto e ispirazione anche alle altre, che si trovano nella tua stessa situazione ☺



10.6.15

Perché ho scelto "Il valore del femminile"

http://ilvaloredelfemminile.com/

Chi mi conosce come life-coach da più tempo, chi sta seguendo il mio blog-novel, chi sa che il mio percorso formativo "Potere femminile in azione" prima si intitolava "Il valore del femminile", potrà già intuire il perché ho scelto di collaborare con l'Associazione "Il valore del femminile" :-) Ma l'intuizione non basta: secondo me essa, per dare dei frutti succosi e nutrienti per sè e per tutti, deve sempre essere verificata, testata e valutata.

Cos'è questa storia?

L'anno scorso, alla fine del mio percorso formativo per le donne, che per l'appunto allora si chiamava "Il valore del femminile", mi sono magicamente imbattuta nell'omonima Associazione, che aveva sede, tra l'altro, a solo 30 km da casa mia.
Nel giro di qualche mese avevo trasformato il mio percorso in "Potere femminile in azione" e avevo iniziato a collaborare con questa Associazione, che ha come scopo aiutare le persone che hanno smarrito il contatto con se stesse, a ritrovare la propria strada e a evitare di perderla di nuovo, e lo fa in una maniera così dolce, creativa, sensibile e delicata ma allo stesso tempo decisamente professionale e rivoluzionaria, che me ne sono letteralmente innamorata.

... e i veri amori, si sa, con le distanze si consolidano, non muoiono :-)

È quello che sta succedendo al rapporto tra me e questa Associazione; io ci collaboro come libera professionista, non sono tra i fondatori nè tra i manager che la gestiscono, eppure, nonostante io mi stia per trasferire a ben 400 km di distanza, il nostro legame non solo è impostato in modo tale da perdurare, ma si sta addirittura intensificando!
Perché?
Perché, se io so di poter offrire ai miei clienti e studenti un valore aggiunto così prezioso, grazie alla collaborazione con delle realtà che operano in modo serio e innovativo allo stesso tempo, così ben strutturato ma anche umano, beh, sono felice e certa di stare proponendo una formazione che sa distinguersi!
Perché, in questo modo, posso mettermi a disposizione anche di chi, nell'ambito della Scuola di Counseling Umanistico a orientamento psico-corporeo, sente il bisogno di integrare la propria formazione tramite dei percorsi di Coaching, che aiutino a passare dalla consapevolezza all'azione.
Perché, se desidero dare a questa società un contributo che faccia la differenza anche per te che mi leggi, mi segui e partecipi ai miei corsi, io devo unire le mie forze a quelle di professionisti che, prima di essere tali, siano delle Perle Preziose di Persone, com'è ognuno dei meravigliosi esseri umani di cui l'Associazione "Il valore del femminile" è composta.

Perché ricordati, caro lettore, che sono le Persone con la loro Anima, Passione, Visione e Azione a fare la differenza nel mondo; è l'amore concretizzato che crea la bellezza intorno a noi, non le tecniche, gli strumenti e il denaro - questi sono solo dei mezzi, il vero carburante restiamo sempre noi. E in questa Associazione io ho trovato persone così, che non solo sono consapevoli di tutto ciò e lo portano alla massima glorificazione, ma che in più padroneggiano anche tecniche, strumenti e risorse materiali! La riunificazione tra lo spirito e la carne :-)
Neanche bisogna dirlo, immagino, ma se cercate un counselor, sapete dove trovarlo, con tutto il cuore :-D

Ilaria Cusano



3.6.15

A metà strada tra Carrie Bradshaw e Madre Teresa (Donne, sarete entusiaste!)


In uno dei miei giochetti chiamato "ci facciamo le interviste?", che ha dato vita a questa intervista e poi a questo articolo, ho avuto il piacere di conoscere Valentina Coccia. All'inizio, a entrambe era piaciuto il progetto dell'altra; quando ci siamo viste di persona, poi, ci siamo trovate talmente simpatiche, divertenti e stimolanti a vicenda, che abbiamo deciso di iniziare a collaborare. L'idea, per adesso, è di realizzare un seminario di una giornata che sia a metà strada tra una consulenza di stile e un corso di life-coaching, indirizzato alle donne che desiderano fare pace con se stesse e col mondo riscoprendo e glorificando la propria bellezza naturale, e liberandosi da tutti gli stereotipi, le fissazioni e i condizionamenti malati di una cultura che ha un rapporto morboso con il corpo femminile e col corpo della Terra. Recuperare un contatto sano e benefico con la bellezza autentica, quindi, ma anche tornare a curare il proprio aspetto, perché se da un lato la magrezza a tutti i costi e il botulino sono degli eccessi da cui sarebbe meglio non lasciarsi stregare, dall'altro lato è anche vero che la donna coi peli sempre lunghi e l'allergia ai reggiseni non è esattamente il massimo per volere bene a se stesse e al prossimo :-D

2 anime sono meglio che una sola!

Al di là del nostro comune progetto, però, il fatto divertente è che, quando Valentina ed io ci siamo trovate all'Anticafè di Roma, lei mi ha detto "Per anni ho vissuto questo bipolarismo tra la donna in carriera e Madre Teresa di Calcutta. Con questo progetto le mie due anime si sono riunite". Io sorridevo perché anche a me è toccata esattamente la stessa sorte, solo che mentre io sono partita da Madre Teresa di Calcutta e ora sono in viaggio verso Carrie Bradshaw, lei è partita dalla Procter&Gamble e oggi sta viaggiando verso la Grande Dea :-D E, nell'amore per la condivisione e la bio-diversità, abbiamo pensato bene di unire le nostre forze e fare questo divertentissimo pezzo di strada insieme! Non c'è comunicazione più interessante e feconda, infatti, di quella che avviene nella diversità; spesso si tende a percepire solo il disagio personale, lo sforzo e la crisi a cui il contatto con la diversità ci espone, ma in verità al di sotto di questo substrato superficiale, ci sono il potenziale che finalmente inizia a svelarsi, l'avventura che accompagna ogni nuova scoperta (e qualche scoperta è più grande di un essere umano?), e l'entusiasmo e la meraviglia che nascono dentro, quando ci si rende conto che la vita ci sta offrendo un altro fantastico dono, ancora un nuovo scenario e mille opportunità mai neppure immaginate :-)

Il nostro messaggio e viaggio, per noi stesse e per tutte le donne.

Così ci siamo incontrate a metà strada, con l'intento di realizzare una collaborazione attraverso cui crescere, stimolarci e sbocciare da una parte, e dall'altra dimostrare a tutte le donne che non occorre scegliere tra la moglie e l'amante, tra la donna seria, valida e con uno spessore, e quella bella, frivola e leggera, non siamo chiamate a decidere se vogliamo essere delle donne in carriera o delle grandi madri, perché possiamo incarnare tutte queste sfumature contemporaneamente! SIAMO tutte queste sfumature contemporaneamente! Valentina ed io forniremo una serie di risorse e strumenti concreti per imparare a esprimere e integrare tutta la Bellezza del Femminile e non più solo una minuscola parte ;-)

Ilaria Cusano


20.5.15

Stati Generali delle Donne - Ti racconto la mia storia

Foto di EnterprisinGirls
A fine novembre 2014, grazie alle informazioni diffuse dalla rete Wister, che seguivo tramite Facebook, venni a sapere che il 5 dicembre ci sarebbe stato il primo incontro chiamato Stati Generali delle Donne, a Roma, presso il Parlamento Europeo. Siccome sono le donne, per lo più, che usufruiscono della formazione che io offro, mi sono detta che quell'evento poteva essere un buon luogo di osservazione del mio pubblico e della sua condizione attuale; ovviamente io sono interessata alle donne, e il contatto con loro a livello di comunità locale non mi è mai mancato, mentre uno sguardo più ampio e allargato (nazionale, sociale, europeo) era esattamente ciò che poteva integrare meglio il bagaglio di informazioni in mio possesso. Così ho partecipato.
Vi ho trovato centinaia di donne da tutta Italia, per lo più ultra quarantenni, e ho riconosciuto le radici da cui io stessa vengo: femministe, guerriere, persone che, in un altro tempo, hanno dovuto lottare per poter occupare uno spazio, sebbene spettasse loro di diritto. Un'aggressività e una durezza, quindi, che conoscevo ma alle quali non ero più abituata, facendo parte di una generazione diversa, avendo un'altra storia personale. La fonte del mio potere, tuttavia, era lì, me ne rendevo perfettamente conto; l'origine della mia passione e del mio fervore, nonché le mille opportunità di camminare su una via più facile di cui ho sempre potuto beneficiare - tutto veniva da quelle donne, probabilmente da molte di quelle in carne e ossa. Partecipavo e ascoltavo, dunque, colma di ammirazione e gratitudine verso queste mie madri sociali, verso coloro che avevano aperto e battuto la strada su cui io oggi ho il privilegio di viaggiare.

L'organizzazione, però, sapeva più di uomo che di donna!

Circa 200 interventi di 4 minuti l'uno, dalle 9:30 della mattina alle 5 del pomeriggio, in un vociare continuo e assordante tipo borsa di Wall Street, e senza il tempo di fare neppure la pausa per il pranzo. Una continua competizione per chi riusciva a rubare 1 o 2 minuti in più del previsto, incapacità di stare al proprio posto e tendenza a sforare perennemente in quello altrui, vittime di un'intima pulsione animale ad accentrare l'attenzione e il potere, invece di condividerli. Ci vidi una modalità nettamente più maschile che femminile, e mi ripromisi di comunicare le mie impressioni a qualcuno dello staff.
Caso volle che, scoprii, una delle organizzatrici dell'evento era la mia vicina di casa - il che, sia chiaro, ha del miracoloso, abitando io in un minuscolo e sconosciuto borghetto medievale immerso nelle campagne laziali, e trovandomi niente poco di meno che nella principale sede italiana del Parlamento Europeo! In ogni caso, era perfetto: le avrei potuto parlare in qualsiasi momento!
La mattina dopo feci una cosa che, in un anno, devo aver fatto 4 o 5 volte in tutto: prendere il treno Velletri-Roma alle 7:26 del mattino. E chi incontro fuori dalla stazione, intenta a salire sullo stesso treno? Loretta Campagna, la mia vicina di casa organizzatrice degli Stati Generali delle Donne del giorno prima!
Ovviamente le ho chiesto se potevo sedermi vicino a lei, per condividere le mie idee, impressioni e opinioni sulla giornata, e lei mi accolse. Nel dirle quali erano stati, secondo me, i lati efficaci e quelli da migliorare dell'evento, mi permisi di suggerire un approccio più femminile: si potevano includere dei momenti di arte, creatività, spiritualità e coinvolgimento del corpo, per rendere la giornata più piacevole e sostenibile, e per porre le basi di un ascolto, una partecipazione e una presenza non solo intellettuali e razionali, ma anche emotivi e spirituali. Lei mi sentì dall'inizio alla fine, disponibilissima; poi mi disse che ciò che io proponevo era molto audace e innovativo, visto il contesto. Aveva ragione, era indubbio, ma sicuramente era anche fattibile.

6 mesi dopo.

Giovedì scorso ho partecipato al secondo incontro degli Stati Generali delle Donne, che stavolta aveva luogo presso la Casa Internazionale delle Donne, un luogo storico di Roma,
che aveva incluso anche un'altra simpaticissima ed efficientissima coordinatrice (Alida Castelli), che la parità ce l'ha nel sangue, e che riguardava il gruppo del Lazio, visto che la rete, grazie alla tenace opera di Isa Maggi, nel frattempo si è espansa e strutturata in tutta Italia, dando vita a un gruppo quasi per ogni regione. Già questo, quindi, era più femminile: un circolo più raccolto e un luogo più accogliente e colorato.
Oltre a ciò, ho trovato molta più presenza giovanile, maggiore precisione e rispetto dei tempi degli interventi di ognuna, un'ottica decisamente più aperta e innovativa, nonché, dulcis in fundo, arte, creatività, corpo e spiritualità: c'erano la mostra fotografica dell'Associazione Toponomastica Femminile, la performance del duo Canusia con delle canzoni popolari narranti la storia delle donne, l'intervento della poetessa Marcella Graziosi e io stessa, che ero stata espressamente invitata a dare un contributo in prima persona, e che avevo organizzato uno dei miei pazzi giochini di life-coach, per far fare esperienza della risorsa chiamata intelligenza spirituale/sociale, e del potere che deriva dal suo sviluppo.
Raramente ho incontrato gruppi così veloci e aperti rispetto a inclusione e innovazione, così capaci di progredire senza batter ciglio, flessibili e ricettivi nei confronti del valore della diversità. Il mio invito, quindi, è di conoscere gli Stati Generali delle Donne (di seguito elencherò tutti i riferimenti nel web), di interagire un po' con questo interessantissimo movimento culturale, e di partecipare, con le proprie risorse, conoscenze e capacità, al profondo rinnovamento femminile che, in lungo e in largo, sta meravigliosamente attraversando la nostra splendida Italia.


Ilaria Cusano



Riferimenti Stati Generali delle Donne

Sito-web nazionale: http://statigeneralidonne.wix.com/stati-generali
Siti-web regionali: http://statigeneralidonne.wix.com/stati-generali#!stati-regionali/cw60
Twitter: https://twitter.com/WomenCongress
Gruppo FB nazionale: https://www.facebook.com/groups/1427604680829903/

+ vari gruppi FB regionali: cercare "Stati Generali delle Donne Lazio", o Toscana, Veneto, e così via.


29.4.15

Inno alla bellezza e a Valentina Coccia, che l'ha messa sul trono che le spetta


La primavera, la mia amica Elisa, il ricordo di mia madre da giovane e la carta del segno del Toro, che segnerà tutto il mio 2015, mi hanno riporata alla bellezza, ma non solo: più esattamente, al fascino, quell'arte tipicamente femminile esemplificata alla perfezione da uno dei 4 principali archetipi a cui la Luna ci rimanda, quello dell'incantatrice. Luna crescente è giovane e fresca; luna piena è madre, traboccante amore; luna calante è incantatrice; luna nera è maga e strega. Oggi ci dilettiamo un po' con il terzo archetipo, che (lo ricordo sempre) non riguarda solo le donne, affatto – anche gli uomini possono affascinare e curare questo lato di sé, assolutamente! Anzi, vi prego, fatelo :-D
Diversamente da quel che si potrebbe credere, sentirsi (e quindi essere) affascinanti ha ben poco a che vedere con il nascondere, celare e camuffare; è l'opposto, è valorizzare la bellezza, far percepire anche all'esterno l'energia magnetica che dimora dentro, veicolarla per farla trapelare.
Sentiamo cosa ne dice Valentina Coccia, che ha ideato e cura il progetto Beauty Will Save The World (BWSTW), il cui motto mi entusiasma – La bellezza migliora noi stessi, la Bellezza migliora le nostre società, la Bellezza salverà il mondo.

Ciao Valentina, benvenuta e grazie della tua disponibilità :-)
Torniamo un attimo all'origine della tua scelta, professionale ma anche umana: come mai, originariamente, hai deciso di mettere la bellezza al primo posto? Qual è stato il momento della tua vita in cui è successo? Te lo ricordi? Ce lo racconti?
Mi ricordo tutto.
E’ stato un’epifania per me.
E’ successo circa due anni fa.
Per gran parte della mia vita non ho deciso niente.
Come succede a molti di noi, erano gli altri a guidare.
E se sei una donna, ti inculcano più facilmente il posto da navigatore.
Devi seguire la mappa. Delle aspettative, dell’ideale di perfezione, della performance e compagnia cantando.
La bellezza è stata dentro di me da sempre. Ma come un bocciolo che non trovava mai il momento giusto di schiudersi.
Era in castigo in un angolo, spaventata dai codici superficiali dell’estetica di massa e intimidita dai valori cattolici della morigeratezza anti-vanesia.
Non sapevo che farci. Me la sono tenuta per me come una colpa.
Restando semplicemente la Valentina che ‘si veste bene’.
Poi una notte improvvisamente mi è stato tutto chiaro.
Io da piccola volevo cambiare le cose. E ho capito che il mio amore per il bello non era assolutamente in antitesi con questo. Ne era la sintesi.
Al risveglio ho pensato alla frase di Dostoevskij.
La bellezza salverà il mondo.
Dopo qualche mese è nato Beauty Will Save The World.
Adesso mi occupo di consulenza di stile parlando di un nuovo codice di bellezza alle donne, di promuovere e sostenere progetti artistici e culturali impegnati a fare di questo un mondo migliore, di condividere tradizioni e creatività che tutelino l’identità ed esprimano armonia.

Che relazione c'è, secondo te, tra la bellezza e lo stile?
La bellezza è un viaggio, un’esperienza dell’anima.
Lo stile è una cifra, un linguaggio.
Se usato come mezzo di espressione dell’autenticità è una bacchetta magica che diffonde luce e ispirazione.
I più purtroppo ne usano una declinazione fuori fuoco.
Lo stile non è questione di copia e incolla dalle riviste.
Come ho scritto a chiare lettere su una pagina del mio sito, L’eleganza è un brand che non è in vendita.
In questo dovremmo essere un po’ più accademici.
E riprendere il dizionario.
Il Treccani alla voce Bellezza dice.
L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito: la bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani (Foscolo).

Come fai, concretamente, a fare da consulente di bellezza e stile alle persone? Come funziona il tuo lavoro?
La consulenza di stile è per me un’opportunità di empatia, di condivisione, e di miglioramento.
Si inizia sempre da una fase conoscitiva in cui cerco di capire i gusti, le attitudini, le necessità e lo stile di vita, ma soprattutto la percezione di sé della persona.
Poi ci sono vari servizi cui si può accedere: dalla revisione del guardaroba stagionale o fatta in momenti di cambiamento (esempio la gravidanza), allo shopping tour di una giornata o alla consulenza per occasioni speciali (matrimoni, eventi, incontri di business).
In questo momento mi sto molto focalizzando sulle sessioni di Consulenza di Stile di Gruppo. Circola una bella energia quando le donne si sentono confortate dal gruppo, ed è una soluzione perfetta per due motivi.
Il primo è che è molto più economica della consulenza individuale, direi alla portata di tutti. Si svolge in genere in sessioni di mezza giornata, o di sabato o domenica.
Il secondo è che ho l’opportunità di passare a più donne il messaggio di un nuovo significato di Bellezza.
Il motto di queste sessioni è: qualche trucco per sottolineare quanto tu SIA GIA’ bellissima!
Quindi focus sull’unicità e sui punti di forza.
Basta ritocchi in photoshop!

Nel fare da consulente alle persone, qual è l'aneddoto più curioso e utile che hai da raccontare, rispetto all'atteggiamento più comune che riscontri, nei confronti della propria bellezza?
Le donne sono tutte sistematicamente focalizzate sui propri difetti.
E’ un atteggiamento talmente comune che all’inizio non ci facevo neanche caso. Insegnandoci la perfezione ci inoculano alla nascita la penna rossa da usare contro noi stesse.
Ci viene naturale.
Non sento mai nessuna donna presentare le sue doti nell’intervista.
L’estetica, l’abbigliamento, la cura di sé, diventano un modo per coprire, non per esprimere.
Questo paradigma va cambiato.
Quando vesto le donne come loro ‘non si aspettavano’ e allo specchio le vedo sorridere, quello è il seme del contagio avvenuto :-)

Condividi con tutti noi 3 ispirazioni, sulla bellezza, che ti gironzolano dentro da sempre, e che ti fanno da stella cometa, da guida e da punto di riferimento per orientarti?
Anna Magnani che fiera chiede ‘le rughe non me le togliere, c’ho messo una vita a farmele venire’.
La poesia di Ernest Hemingway ‘tu non sei i tuoi anni’.
I vicoli del paese di mia madre, l’odore di cucinato, il tuppo delle signore che fanno l’uncinetto in crocchio.

Valentina, io ti ringrazio di cuore, perché il tuo servizio, sebbene a uno sguardo superficiale possa forse apparire frivolo e/o superfluo, secondo me è una cura, una vera e propria guarigione da tutta la bruttezza, lo squallore e la violenza a cui ci siamo fin troppo abituati e, senza accorgercene, educati. È tempo di tornare a educarci alla bellezza; ne raccoglieremo i frutti. Grazie :-)


Ricordo che il riferimento di Valentina Coccia nel web è http://www.bwstw.com/


Ilaria Cusano