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12.7.15

Mi sono trasferita su
Ti aspetto di là ☺


10.7.15

Blog-novel POTERE FEMMINILE IN AZIONE 17ª puntata [Il racconto di un percorso per meditare sull'identità di genere]


Foto di Cas Cornelissen
Arrivate in una zona pianeggiante del bosco, si formò un cerchio di donne, tappetini e teli; ognuna si coprì opportunamente perché l'ombra ormai incipiente lentamente si lasciava assorbire da corpi e tessuti.
Qui ebbe inizio la fase del life coaching dedicata alla relazione e alla condivisione. Ognuna delle partecipanti fu invitata a raccontare il progetto che aveva intenzione di concretizzare tramite il ciclo di quattro seminari, e le risorse e le competenze da esso stimolate ad attivarsi e allenarsi. C'erano tanti corsi di formazione in giro, ma queste donne avevano scelto di spendere mezza estate per partecipare esattamente a questo - per loro era importante!


La realizzazione lavorativa implica la capacità di far sì che lo spirito diventi materia

Maria sollecitò le donne a riferirsi il più possibile a contenuti concreti e chiaramente comunicabili al gruppo; disse loro che, anche se volevano parlare di elementi interiori, dai confini sfumati e difficilmente definibili, per dare una forma concreta ai propri sogni dovevano sforzarsi di usare parole palpabili per tutte, sottolineando quale fosse il corrispettivo sociale del ruolo che desideravano creare. Per esempio, se si stava sperimentando l'archetipo della madre, il compito consisteva nel dire COME esso stesse prendendo forma, materialmente, nella propria routine: trascorrendo la maggior parte del tempo a prendersi cura delle persone (parenti, anziani di una comunità, alcolisti, etc.)? Passando le giornate con i propri figli o con degli altri bambini? Dedicando ore e ore ogni giorno a cucinare per qualcuno (parenti, amici o impiegati a pranzo in una mensa aziendale)? In questo modo, per tutte le donne presenti risultava facile comprendere qual era la circostanza reale e quotidiana in cui le compagne di viaggio si stavano muovendo, qual era la realtà di base da cui ognuna di esse partiva e con cui era chiamata a confrontarsi. Così si potevano creare empatia, comunicazione e collaborazione.
Mentre una parlava, inoltre, coloro che ascoltavano dovevano fare anche un altro esercizio di life coaching: appuntarsi un'abilità e un limite di se stesse che scorgevano riflessi in colei che si stava raccontando.

Progetti e vite di donne

Kore presentò se stessa come una studiosa di sciamanesimo e un'aspirante scrittrice. Disse che nella sua vita, ciclicamente, tornavano a presentarsi due particolari temi, che ne disegnavano i contorni e l'identità: l'antropologia e la figura del minatore. Aggiunse, infine, che il suo obiettivo primario, al momento, era trovare il modo di muoversi nel nuovo territorio in cui sentiva di essere appena giunta - nuovamente single dopo cinque anni, madre di una bambina di due anni e a casa da sola con lei, invece che con le sette altre persone con cui si era abituata a vivere. La sua priorità era assicurarsi l'autonomia economica ed emotiva, onde poter garantire il giusto nutrimento a se stessa e a sua figlia.
Grazia si descrisse con un'immagine: un melograno gravido di semi rossi, talmente pieno da essere sul punto di esplodere. Il rosso dei semi per lei rappresentava le emozioni e la sessualità, ed era proprio questa la principale sfera che Grazia si stava prefiggendo di esprimere, a cui sentiva il bisogno e il desiderio di dare spazio, in particolare attraverso l'arte e la fotografia, le sue passioni: voleva dedicarsi a dei progetti artistici e alla fotografia, per trasformare le proprie emozioni e pulsioni in risorse benefiche e preziose.
Diana si vedeva al culmine della propria esperienza di madre in armonia con la vita naturale; aveva una percezione di se stessa come “terra che nutre”. In una certa misura ne era felice, ma in parte voleva anche riconquistare dei propri spazi personali, sia lavorativi sia amicali, per ricostruirsi una dimensione privata in cui poter coltivare la propria indipendenza e potersi sentire gratificata anche al di là di ciò che faceva per le persone care.
Vestia aveva un'immagine di sé come di un albero da frutta, e per la precisione un melo troppo carico; sentiva il peso eccessivo, e sebbene si trattasse di mele buone e dolci, aveva la chiara intuizione di doversi ridimensionare, di dover escludere qualcosa o qualcuno, tagliare, rinunciare a delle attività che, per quanto interessanti e stimolanti, stavano rischiando di schiacciarla sotto impegni e responsabilità. Era determinata a perseguire l'obiettivo di una vita naturale, umana e sostenibile, da tutti i punti i vista.
Juno si vedeva come un tronco nel letto di un fiume, un tronco che poteva lasciarsi andare alla corrente e correre e fluire, mentre invece stava spendendo moltissime energie per resistere, frenarsi ed eviare di cambiare vita. Raccontava di essere contenta delle decisioni prese in passato (il ritorno alla natura, la dedizione all'artigianato e la vita comunitaria), ma in questo periodo aveva anche un'altra meta: riscoprire la propria individualità e reinventare una vita personale che, allo stesso tempo, risultasse utile per il gruppo e in armonia con quella che, di fatto, era diventata la sua nuova famiglia.

[... to be continued... Ci vediamo venerdì prossimo sul nuovo sito!!!]


Ilaria Cusano



8.7.15

10 spunti per donne in carriera disastri affettivi & mamme felici incapaci di autonomia [Come far funzionare la conciliazione famiglia-lavoro]


Oggi parto da una critica alle donne, donne a cui mi sento profondamente unita in spirito di sorellanza, donne che amo e donne in cui credo fermamente, ma che in questo devo pungolare: osservo una grossa difficoltà a fare una sana autocritica, una resistenza ad ammettere le proprie mancanze e, di conseguenza, un ferraginoso processo di trasformazione.
Da una parte, intorno a me vedo delle donne apparentemente di successo, nel senso di efficaci dal punto di vista economico e del prestigio sociale, del tutto a proprio agio con l'esperienza della bellezza e dell'indipendenza, ma con enormi chiusure a livello affettivo, di pancia e di cuore – il che, per una donna, rappresenta un ostacolo più grave rispetto a quel che è per un uomo, perché la pancia e il cuore sono i regni femminili per eccellenza, e se l'accesso non è facile vuol dire che lo sviluppo non è avvenuto in armonia con la propria natura più vera ed essenziale.
Dall'altra parte, conosco molte mamme super felici della propria scelta, gratificate dal poter esprimere e vivere appieno la propria sensibilità affettiva, grate per l'opportunità di crescere uno o più figli, di nutrirlo/i e condividere il proprio tempo in uno spazio di amore e gioia intimi, ma con enormi problemi materiali. Avere dei periodi di down economico è normale, fa parte della ciclicità della vita che si manifesta anche così; avere bisogno del supporto altrui ogni tanto è umano, e sono molte le persone disposte ad aiutarci come possono, quando ne abbiamo bisogno. Non essere capaci di provvedere a se stesse e in parte al/ai proprio/i figlio/i, però, è ben diverso, ed è decisamente problematico.

5 spunti per le donne in carriera disastri affettivi

1) Ritagliati un certo tempo (10' o anche 1 ora, se hai piacere) tutti i giorni, solo per attività disinteressate, improduttive, generose od oziose. Ti servirà per ricordarti, attraverso delle esperienze piacevoli e profondamente nutrienti, che nella vita ci sono anche l'affetto, l'intimità e il puro piacere di fare le cose, oltre alle strategie, ai calcoli e al raggiungimento degli obiettivi.
2) Trova una buona azione a cui dedicarti regolarmente, con l'unico scopo di fare del bene a qualcuno e di provare la gioia e la libertà di saperlo e poterlo fare.
3) Fai spazio al caos, al disordine e all'imprevisto, nella tua vita: quando ti capitano, accoglili con curiosità e fiducia, e mentalmente apriti alla reale possibilità che arrivino per portarti delle belle novità, e non solo per scombussolare tutti i tuoi piani.
4) Dedicati alla cura del tuo corpo con amorevolezza; metti da parte gli sport troppo aggressivi, sfidanti o stancanti, e punta a qualcosa di più dolce, sensibile e piacevole – scoprirai un tipo di forza e rinnovamento altrettanto validi e importanti di quelli che hai coltivato finora.
5) Concediti, per un periodo, una sessualità un po' diversa, in cui tu possa amare ogni persona per quello che è, senza valutare, selezionare o scartare troppo, ma con l'apertura mentale di poter conoscere e apprezzare delle qualità nuove, differenti rispetto a quelle che la tua razionalità ha posizionato nella hit parade della perfezione. Scorgi la bellezza e il valore in tutti, e onorali.

5 spunti per le mamme felici incapaci di autonomia

1) Ritagliati un certo tempo (10' o anche 1 ora, se hai piacere) tutti i giorni, solo per attività interessate, produttive, egoiste od opportuniste. Ti servirà per ricordarti, attraverso delle esperienze interessanti e motivanti, che nella vita ci sono anche delle scelte precise e potenti da fare, una direzione da prendere e mantenere, il raggiungimento di importanti obiettivi per la tua realizzazione lavorativa – non si vive di solo affetto, romanticismo e simbiosi.
2) Trova un'azione profittevole a cui dedicarti regolarmente, con l'unico scopo di ottenere riconoscimenti, attraverso il guadagno, il prestigio, la fama o nuove opportunità di crescita.
3) Nella tua vita, fai spazio alla gestione consapevole, all'ordine e al controllo: ogni volta che puoi, decidi tu come vivere la tua giornata, e mentalmente apriti alla reale possibilità che più eserciti il tuo potere liberamente e con autostima, più attrarrai fortuna e occasioni – la volontà non è soltanto sforzo, fatica e concentrazione.
4) Dedicati alla cura del tuo corpo con energia e intensità; metti da parte la pigrizia e la sedentarietà, e cerca quel giusto livello di stress che ti stimoli, tonifichi e rafforzi – scoprirai un tipo di presenza e di radicamento altrettanto validi e importanti di quelli che hai coltivato finora.
5) Concediti un periodo di astinenza sessuale consapevole, per recuperare il contatto con la tua poderosa energia vitale e per imparare a gestirla in autonomia, senza condividerla con nessun partner, né scaricarla all'esterno. Puoi coltivare il piacere fisico in altri modi, per un po' di tempo, e scoprire che la tua vita è solo tua, e che solo tu puoi esserne l'artefice.

Una donna sana e felice è sempre un equilibrio tra questi due lati della personalità e dell'essere, come approfondiremo nei due fantastici seminari in programma per l'11 e il 25 Ottobre a Roma insieme a Valentina Coccia di BeautyWillSaveTheWorld: “Sei più Carrie Bradshow o Madre Teresa? Il tuo carisma naturale non ha dubbi: diventi magnetica quando sei tutte e due!” (per tenerti informata, fai riferimento ai miei prossimi appuntamenti). E ricorda: stiamo parlando di capacità che non sono innate; vanno coltivate, esercitate e raffinate, per disporne e goderne nella vita.

Condividi la tua esperienza nei commenti! Sarai di aiuto e ispirazione anche alle altre, che si trovano nella tua stessa situazione ☺



24.6.15

Libertà sessuale o Esibizionismo? [Discernere per vivere appieno e amarsi per come si è]

"Mi sento perlessa. In giro c'è ancora gente che crede che la libertà sessuale sia mostrare piselli e tette a tutti - bhà... io dissento fermamente. 1°, per quel che ho potuto appurare, tra nudisti, naturisti e compagnia bella si accampano, ben celate, soprattutto orde di esibizionisti e narcisisti, abituati a invadere tutto lo spazio intorno con le loro varie cose (fisiche, psicologiche e sottili). 2°, se io valgo (corpo compreso) NON sono disponibile per tutti, ma solo per alcuni. Questa è la mia opinione."

Questo è il post che, qualche giorno fa, ha stimolato tanta partecipazione su Facebook. Approvazione, disaccordo, domande e condivisioni, un po' di tutto, come accade sempre. Il punto, però, è questo: quando tante persone, magicamente, si attivano tutte insieme, significa che si sta toccando un tema sentito, perciò siccome a me nella vita è capitato di avere molto a che fare con tali dinamiche, mi sono persuasa del fatto che è importante condividere cosa, nel tempo, ho potuto osservare.

La domanda, per l'esattezza, è la seguente: come discernere la libertà sessuale dall'esibizionismo, dentro e intorno a noi?

1) Nella libertà sessuale si è in pace con la cultura, ci si adatta alle circostanze divertendosi anche, perché si sa bene che la natura umana non corre pericoli, non può essere minacciata, vince sempre e su tutto. Dietro l'esibizionismo, invece, c'è sempre un impulso a rompere con alcune strutture culturali, un malizioso desiderio di provocare qualcuno di preciso o un sistema indefinito con cui ci si sente in conflitto, e un ambiguo piacere di scandalizzare, di essere al centro dell'attenzione in questo modo in particolare.

2) La libertà sessuale si esprime attraverso atteggiamenti e comportamenti seducenti, misteriosi, velati, eleganti, che lasciano molto spazio al dubbio e all'immaginazione, su vari livelli. I Narcisi, invece, di solito si approcciano alla sessualità in modo pornografico e volgare, talmente truce e immediato da far passare la voglia a tutti quelli che non viaggiano sulla stessa lunghezza d'onda - in questo caso funziona, e volendo anche un gran bene!

3) Quando si manifesta libertà sessuale, il proprio focus è sulla dinamica relazionale, sull'energia che circola tra se stessi e l'altra persona, su ciò che si muove nello spazio vuoto dell'essere insieme, per così dire; diversamente, nell'esibizionismo il centro di tutto è in se stessi, nella propria bellezza, nel proprio potere personale e nella propria bravura a conquistare un nuovo territorio: l'altra persona.

4) La libertà sessuale, quando sfocia in un rapporto sessuale, crea un'esperienza di catarsi, estasi e liberazione. I rapporti sessuali a cui si approda tramite l'esibizionismo, invece, donano (tanto alla parte predatrice quanto a quella preda) un potenziamento, fanno sentire più forti e sicuri di sè e delle proprie capacità.

5) Nella libertà sessuale regnano Eros e Thanatos, Amore e Psiche, l'assoluto mistero: i due si lasciano andare a una forza più grande di loro, e sempre ignota, eccitante e in una certa misura spaventosa. Nell'esibizionismo, invece, il sovrano è il controllo, anzi, direi che i grandi seduttori si riconoscono proprio dal fatto che sono abilissimi nel mantenere un enorme controllo su tutto, fin nei minimi dettagli.

Ma allora è meglio evitare l'esibizionismo e puntare alla libertà sessuale?

Secondo me no, non necessariamente: lo è solo se viene naturale. Tanto più che chi ha in sè una certa dose di narcisismo non può essere diverso da ciò che è: ha maturato quell'approccio nel corso della propria educazione e crescita, spesso ha avuto dei genitori (o delle altre figure di riferimento importanti) seduttivi e manipolatori, che da una parte l'hanno usato per il proprio piacere e tornaconto egoistici, ma dall'altra sono stati degli ottimi stimoli a diventar maestri nelle arti della seduzione, del magnetismo, della legge dell'attrazione e dell'uso del carisma. D'altronde, l'esibizionismo, in alcuni contesti, dà vita a grande ispirazione: pensiamo al memorabile esempio che ancora oggi ci giunge da alcune magnifiche donne del passato come Cleopatra e Matilde di Canossa, o ai divi che stimolano l'immaginazione e la volontà di moltissimi, o agli artisti, ai motivatori, ai comici, che ogni giorno ci regalano spunti, riflessioni e nuovi orizzonti a cui aprirci e su cui riflettere.
La chiave, secondo me, è questa: essere coscienti di cosa ci sta muovendo, momento per momento (se la libertà sessuale attraverso cui fonderci e liberarci, o l'esibizionismo attraverso cui esprimerci e potenziarci), e mantenere la stessa presenza e consapevolezza rispetto a cosa sta muovendo l'altro, perché solo con chi viaggia sulla nostra stessa lunghezza d'onda una scintilla può diventare fuoco e fiamma, scaldare, purificare e trasformare, riempire e svuotare, donando a ognuno di noi ciò che cerca e ciò di cui ha profondamente bisogno.

Ilaria Cusano




10.6.15

Perché ho scelto "Il valore del femminile"

http://ilvaloredelfemminile.com/

Chi mi conosce come life-coach da più tempo, chi sta seguendo il mio blog-novel, chi sa che il mio percorso formativo "Potere femminile in azione" prima si intitolava "Il valore del femminile", potrà già intuire il perché ho scelto di collaborare con l'Associazione "Il valore del femminile" :-) Ma l'intuizione non basta: secondo me essa, per dare dei frutti succosi e nutrienti per sè e per tutti, deve sempre essere verificata, testata e valutata.

Cos'è questa storia?

L'anno scorso, alla fine del mio percorso formativo per le donne, che per l'appunto allora si chiamava "Il valore del femminile", mi sono magicamente imbattuta nell'omonima Associazione, che aveva sede, tra l'altro, a solo 30 km da casa mia.
Nel giro di qualche mese avevo trasformato il mio percorso in "Potere femminile in azione" e avevo iniziato a collaborare con questa Associazione, che ha come scopo aiutare le persone che hanno smarrito il contatto con se stesse, a ritrovare la propria strada e a evitare di perderla di nuovo, e lo fa in una maniera così dolce, creativa, sensibile e delicata ma allo stesso tempo decisamente professionale e rivoluzionaria, che me ne sono letteralmente innamorata.

... e i veri amori, si sa, con le distanze si consolidano, non muoiono :-)

È quello che sta succedendo al rapporto tra me e questa Associazione; io ci collaboro come libera professionista, non sono tra i fondatori nè tra i manager che la gestiscono, eppure, nonostante io mi stia per trasferire a ben 400 km di distanza, il nostro legame non solo è impostato in modo tale da perdurare, ma si sta addirittura intensificando!
Perché?
Perché, se io so di poter offrire ai miei clienti e studenti un valore aggiunto così prezioso, grazie alla collaborazione con delle realtà che operano in modo serio e innovativo allo stesso tempo, così ben strutturato ma anche umano, beh, sono felice e certa di stare proponendo una formazione che sa distinguersi!
Perché, in questo modo, posso mettermi a disposizione anche di chi, nell'ambito della Scuola di Counseling Umanistico a orientamento psico-corporeo, sente il bisogno di integrare la propria formazione tramite dei percorsi di Coaching, che aiutino a passare dalla consapevolezza all'azione.
Perché, se desidero dare a questa società un contributo che faccia la differenza anche per te che mi leggi, mi segui e partecipi ai miei corsi, io devo unire le mie forze a quelle di professionisti che, prima di essere tali, siano delle Perle Preziose di Persone, com'è ognuno dei meravigliosi esseri umani di cui l'Associazione "Il valore del femminile" è composta.

Perché ricordati, caro lettore, che sono le Persone con la loro Anima, Passione, Visione e Azione a fare la differenza nel mondo; è l'amore concretizzato che crea la bellezza intorno a noi, non le tecniche, gli strumenti e il denaro - questi sono solo dei mezzi, il vero carburante restiamo sempre noi. E in questa Associazione io ho trovato persone così, che non solo sono consapevoli di tutto ciò e lo portano alla massima glorificazione, ma che in più padroneggiano anche tecniche, strumenti e risorse materiali! La riunificazione tra lo spirito e la carne :-)
Neanche bisogna dirlo, immagino, ma se cercate un counselor, sapete dove trovarlo, con tutto il cuore :-D

Ilaria Cusano



27.5.15

Nella vita, un po' di sana follia ci vuole! [Intervista a Pierluigi Lattuada]


Qualche giorno fa mi sono imbattuta in una bellissima agenzia di comunicazione, e finalmente, dopo tanto peregringare, mi sono detta “Appena potrò investire in questo, affiderò il mio lavoro a loro!”. Si chiama Do It Human e l'avevo conosciuta tramite Diego Leone, che vi lavora con passione, entusiasmo e quello che io chiamo lo spirito giusto.
Dopo pochissimo, mi sono sentita con lui per telefono (io voglio conoscere immediatamente le persone che mi piacciono!), e lui mi ha raccontato che stanno lavorando al 1° Festival Transpersonale d'Italia, in programma a Milano e a Pattenasco (NO) dal 18 al 21 giugno, intitolato Feeding the Soul. Alchè io, all'inizio semplicemente entusiasta come al solito, mi sono letteralmente accesa! Nutrire l'anima e imparare a trascendere? È il mio messaggio al mondo!
Lui deve averlo percepito (non che io mi contenga molto, nelle mie manifestazioni emotive!), perché mi ha detto “Ti va di fare un'intervista a Pierluigi Lattuada, l'ideatore di questa iniziativa, e di pubblicarla sul tuo blog?”. Perciò eccoci qui, con quest'altro magnifico uomo che ho l'onore di conoscere e incontrare: Pierluigi Lattuada, psicoterapeuta, fondatore della Biotransenergetica e autore di diversi interessantissimi libri come “Il corpo del sogno”, “Sei un genio” e “Sciamanesimo brasiliano”, che senz'altro godrei molto nel leggere!

Benvenuto Pierluigi :-)
Mi permetto di darti del tu, com'è usanza in questo simpatico blog, e di farti delle domande personali, prima che professionali. L'idea è di tenere il focus sulla persona, proprio sull'anima in verità, e di lasciare che la professionalità risulti come la naturale espressione e diramazione della sua essenza e natura più profonda, quindi abbi pazienza con la mia innocente e disinteressata schiettezza :-)

1) Nella bellissima intervista Psicologia Transpersonale che ti ha fatto Luca Mazzucchelli, tu a un certo punto parli di disagi e di limiti; quali sono stati i tuoi personali, da cui sei partito per scoprire e creare tutto ciò che oggi porti nel mondo attraverso libri, corsi ed eventi?

Partiamo dal 68 e da quel profondo senso di ribellione adolescenziale nei confronti del “sistema”. Il disagio, il rifiuto, la lotta, il sogno di cambiare il mondo che canalizzava tutte le energie di ragazzi come me profondamente sofferenti in una società nella quale non si riconoscevano. Veniamo poi agli studi di medicina, al disagio di studiare un approccio nel quale non mi riconoscevo, alla formazione in psicoterapia nella quale ho sempre sentito che mancava qualcosa; al contatto con il Brasile nel 1982 dove ho scoperto che cosa mancava: il cuore, la dimensione spirituale, lo spazio dell’anima. Da allora l’antico sogno di cambiare il mondo si è trasformato nello slancio a migliorare me stesso e l’altro partendo da dentro.

2) Come mai, nel decidere il nome del festival che avete organizzato dal 18 al 21 giugno a Milano e Pattenasco (NO), avete deciso di evidenziare proprio l'espressione "Nutrire l'anima" e la parola "Transpersonale"? Qual sono, secondo te, la loro importanza e portata particolari?

Sono innamorato del termine transpersonale che sta banalmente a significare oltre la persona, cioè oltre le nostre maschere, i nostri falsi bisogni, i nostri attaccamenti, il nostro narcisismo. La cultura transpersonale vuole offrire strumenti e metodi per favorire la costruzione di una società ad alta sinergia fondata sulla condivisione e la partnership piuttosto che sul controllo e la competizione. Una società di individui consapevoli del fatto che la sola evoluzione possibile è quella dell’essere umano nel suo ambiente, un essere umano in grado di realizzare le sue potenzialità più elevate e le sue qualità più genuinamente umane come la compassione e la consapevolezza, la responsabilità e la solidarietà, la fiducia e la creatività, la collaborazione e la tolleranza.

3) E come mai proprio un festival? Cosa ti piace, ispira e risulta fecondo in questa specifica modalità di interazione con le persone e i territori?

Faccio parte del direttivo dell’EUROTAS l’associazione europea di transpersonale che ogni anno organizza una Conference Internazionale in diverse località europee. L’idea è stata quella di mettere in contatto il mondo dei professionisti del settore con la società civile e soprattutto con i movimenti giovanili per riunire le comunità disperse, le diverse anime di uno slancio trasformativo che possano trovare un ambito per confrontarsi, dialogare e crescere insieme.

4) Daresti ai/alle nostri/e lettori/lettrici 3 suggerimenti per delle piccole azioni praticabili nella quotidianità, per iniziare a fare esperienza diretta del livello transpersonale della vita?

Ne do otto, quelli che chiamo gli otto pilastri della trasformazione, un vademecum che se seguito, a mio avviso, può portarci a migliorare radicalmente la nostra esistenza e la società in cui viviamo:
GLI OTTO PILASTRI DELLA TRASFORMAZIONE
Osservare, invece di... Pensare
Restare, invece di... Andare via
Sentire come, invece di... Capire perché
Fatti, non Problemi
Affidarsi invece di… Controllare
Alleati, non Sintomi
Accettare invece di… Combattere
Responsabilità, invece di... Delega
Troppo buono :-)
Ciò che più condivido, abbraccio e amo delle tue parole, Pierluigi, è l'amore e l'integrazione tra le parti, a dimostrazione del fatto che coltivare il benessere della persona e del sistema sociale, contemporaneamente, non solo è fattibile, ma è anche estremamente bello e appagante.
Grazie della tua disponibilità e generosità nel condividere.

A tutti coloro che volessero sapere qualcosa in più su Pierluigi Lattuada, ricordo che ha un ACCOUNT ATTIVO SU LINKEDIN e che è facilissimo trovare nel web informazioni su di lui e i suoi libri, semplicemente inserendo nome e cognome nel motore di ricerca.
Io, da parte mia, ringrazio anche Diego Leone e Luca Mazzucchelli per avermi fatto da tramite verso queste interessantissime informazioni, nonché verso il 1° Festival Transpersonale d'Italia, a cui, se non riuscirò quest'anno, conto senz'altro di partecipare il prossimo!
Insieme, si arriva molto più lontano che da soli ;-)


Ilaria Cusano



20.5.15

Stati Generali delle Donne - Ti racconto la mia storia

Foto di EnterprisinGirls
A fine novembre 2014, grazie alle informazioni diffuse dalla rete Wister, che seguivo tramite Facebook, venni a sapere che il 5 dicembre ci sarebbe stato il primo incontro chiamato Stati Generali delle Donne, a Roma, presso il Parlamento Europeo. Siccome sono le donne, per lo più, che usufruiscono della formazione che io offro, mi sono detta che quell'evento poteva essere un buon luogo di osservazione del mio pubblico e della sua condizione attuale; ovviamente io sono interessata alle donne, e il contatto con loro a livello di comunità locale non mi è mai mancato, mentre uno sguardo più ampio e allargato (nazionale, sociale, europeo) era esattamente ciò che poteva integrare meglio il bagaglio di informazioni in mio possesso. Così ho partecipato.
Vi ho trovato centinaia di donne da tutta Italia, per lo più ultra quarantenni, e ho riconosciuto le radici da cui io stessa vengo: femministe, guerriere, persone che, in un altro tempo, hanno dovuto lottare per poter occupare uno spazio, sebbene spettasse loro di diritto. Un'aggressività e una durezza, quindi, che conoscevo ma alle quali non ero più abituata, facendo parte di una generazione diversa, avendo un'altra storia personale. La fonte del mio potere, tuttavia, era lì, me ne rendevo perfettamente conto; l'origine della mia passione e del mio fervore, nonché le mille opportunità di camminare su una via più facile di cui ho sempre potuto beneficiare - tutto veniva da quelle donne, probabilmente da molte di quelle in carne e ossa. Partecipavo e ascoltavo, dunque, colma di ammirazione e gratitudine verso queste mie madri sociali, verso coloro che avevano aperto e battuto la strada su cui io oggi ho il privilegio di viaggiare.

L'organizzazione, però, sapeva più di uomo che di donna!

Circa 200 interventi di 4 minuti l'uno, dalle 9:30 della mattina alle 5 del pomeriggio, in un vociare continuo e assordante tipo borsa di Wall Street, e senza il tempo di fare neppure la pausa per il pranzo. Una continua competizione per chi riusciva a rubare 1 o 2 minuti in più del previsto, incapacità di stare al proprio posto e tendenza a sforare perennemente in quello altrui, vittime di un'intima pulsione animale ad accentrare l'attenzione e il potere, invece di condividerli. Ci vidi una modalità nettamente più maschile che femminile, e mi ripromisi di comunicare le mie impressioni a qualcuno dello staff.
Caso volle che, scoprii, una delle organizzatrici dell'evento era la mia vicina di casa - il che, sia chiaro, ha del miracoloso, abitando io in un minuscolo e sconosciuto borghetto medievale immerso nelle campagne laziali, e trovandomi niente poco di meno che nella principale sede italiana del Parlamento Europeo! In ogni caso, era perfetto: le avrei potuto parlare in qualsiasi momento!
La mattina dopo feci una cosa che, in un anno, devo aver fatto 4 o 5 volte in tutto: prendere il treno Velletri-Roma alle 7:26 del mattino. E chi incontro fuori dalla stazione, intenta a salire sullo stesso treno? Loretta Campagna, la mia vicina di casa organizzatrice degli Stati Generali delle Donne del giorno prima!
Ovviamente le ho chiesto se potevo sedermi vicino a lei, per condividere le mie idee, impressioni e opinioni sulla giornata, e lei mi accolse. Nel dirle quali erano stati, secondo me, i lati efficaci e quelli da migliorare dell'evento, mi permisi di suggerire un approccio più femminile: si potevano includere dei momenti di arte, creatività, spiritualità e coinvolgimento del corpo, per rendere la giornata più piacevole e sostenibile, e per porre le basi di un ascolto, una partecipazione e una presenza non solo intellettuali e razionali, ma anche emotivi e spirituali. Lei mi sentì dall'inizio alla fine, disponibilissima; poi mi disse che ciò che io proponevo era molto audace e innovativo, visto il contesto. Aveva ragione, era indubbio, ma sicuramente era anche fattibile.

6 mesi dopo.

Giovedì scorso ho partecipato al secondo incontro degli Stati Generali delle Donne, che stavolta aveva luogo presso la Casa Internazionale delle Donne, un luogo storico di Roma,
che aveva incluso anche un'altra simpaticissima ed efficientissima coordinatrice (Alida Castelli), che la parità ce l'ha nel sangue, e che riguardava il gruppo del Lazio, visto che la rete, grazie alla tenace opera di Isa Maggi, nel frattempo si è espansa e strutturata in tutta Italia, dando vita a un gruppo quasi per ogni regione. Già questo, quindi, era più femminile: un circolo più raccolto e un luogo più accogliente e colorato.
Oltre a ciò, ho trovato molta più presenza giovanile, maggiore precisione e rispetto dei tempi degli interventi di ognuna, un'ottica decisamente più aperta e innovativa, nonché, dulcis in fundo, arte, creatività, corpo e spiritualità: c'erano la mostra fotografica dell'Associazione Toponomastica Femminile, la performance del duo Canusia con delle canzoni popolari narranti la storia delle donne, l'intervento della poetessa Marcella Graziosi e io stessa, che ero stata espressamente invitata a dare un contributo in prima persona, e che avevo organizzato uno dei miei pazzi giochini di life-coach, per far fare esperienza della risorsa chiamata intelligenza spirituale/sociale, e del potere che deriva dal suo sviluppo.
Raramente ho incontrato gruppi così veloci e aperti rispetto a inclusione e innovazione, così capaci di progredire senza batter ciglio, flessibili e ricettivi nei confronti del valore della diversità. Il mio invito, quindi, è di conoscere gli Stati Generali delle Donne (di seguito elencherò tutti i riferimenti nel web), di interagire un po' con questo interessantissimo movimento culturale, e di partecipare, con le proprie risorse, conoscenze e capacità, al profondo rinnovamento femminile che, in lungo e in largo, sta meravigliosamente attraversando la nostra splendida Italia.


Ilaria Cusano



Riferimenti Stati Generali delle Donne

Sito-web nazionale: http://statigeneralidonne.wix.com/stati-generali
Siti-web regionali: http://statigeneralidonne.wix.com/stati-generali#!stati-regionali/cw60
Twitter: https://twitter.com/WomenCongress
Gruppo FB nazionale: https://www.facebook.com/groups/1427604680829903/

+ vari gruppi FB regionali: cercare "Stati Generali delle Donne Lazio", o Toscana, Veneto, e così via.


29.4.15

Inno alla bellezza e a Valentina Coccia, che l'ha messa sul trono che le spetta


La primavera, la mia amica Elisa, il ricordo di mia madre da giovane e la carta del segno del Toro, che segnerà tutto il mio 2015, mi hanno riporata alla bellezza, ma non solo: più esattamente, al fascino, quell'arte tipicamente femminile esemplificata alla perfezione da uno dei 4 principali archetipi a cui la Luna ci rimanda, quello dell'incantatrice. Luna crescente è giovane e fresca; luna piena è madre, traboccante amore; luna calante è incantatrice; luna nera è maga e strega. Oggi ci dilettiamo un po' con il terzo archetipo, che (lo ricordo sempre) non riguarda solo le donne, affatto – anche gli uomini possono affascinare e curare questo lato di sé, assolutamente! Anzi, vi prego, fatelo :-D
Diversamente da quel che si potrebbe credere, sentirsi (e quindi essere) affascinanti ha ben poco a che vedere con il nascondere, celare e camuffare; è l'opposto, è valorizzare la bellezza, far percepire anche all'esterno l'energia magnetica che dimora dentro, veicolarla per farla trapelare.
Sentiamo cosa ne dice Valentina Coccia, che ha ideato e cura il progetto Beauty Will Save The World (BWSTW), il cui motto mi entusiasma – La bellezza migliora noi stessi, la Bellezza migliora le nostre società, la Bellezza salverà il mondo.

Ciao Valentina, benvenuta e grazie della tua disponibilità :-)
Torniamo un attimo all'origine della tua scelta, professionale ma anche umana: come mai, originariamente, hai deciso di mettere la bellezza al primo posto? Qual è stato il momento della tua vita in cui è successo? Te lo ricordi? Ce lo racconti?
Mi ricordo tutto.
E’ stato un’epifania per me.
E’ successo circa due anni fa.
Per gran parte della mia vita non ho deciso niente.
Come succede a molti di noi, erano gli altri a guidare.
E se sei una donna, ti inculcano più facilmente il posto da navigatore.
Devi seguire la mappa. Delle aspettative, dell’ideale di perfezione, della performance e compagnia cantando.
La bellezza è stata dentro di me da sempre. Ma come un bocciolo che non trovava mai il momento giusto di schiudersi.
Era in castigo in un angolo, spaventata dai codici superficiali dell’estetica di massa e intimidita dai valori cattolici della morigeratezza anti-vanesia.
Non sapevo che farci. Me la sono tenuta per me come una colpa.
Restando semplicemente la Valentina che ‘si veste bene’.
Poi una notte improvvisamente mi è stato tutto chiaro.
Io da piccola volevo cambiare le cose. E ho capito che il mio amore per il bello non era assolutamente in antitesi con questo. Ne era la sintesi.
Al risveglio ho pensato alla frase di Dostoevskij.
La bellezza salverà il mondo.
Dopo qualche mese è nato Beauty Will Save The World.
Adesso mi occupo di consulenza di stile parlando di un nuovo codice di bellezza alle donne, di promuovere e sostenere progetti artistici e culturali impegnati a fare di questo un mondo migliore, di condividere tradizioni e creatività che tutelino l’identità ed esprimano armonia.

Che relazione c'è, secondo te, tra la bellezza e lo stile?
La bellezza è un viaggio, un’esperienza dell’anima.
Lo stile è una cifra, un linguaggio.
Se usato come mezzo di espressione dell’autenticità è una bacchetta magica che diffonde luce e ispirazione.
I più purtroppo ne usano una declinazione fuori fuoco.
Lo stile non è questione di copia e incolla dalle riviste.
Come ho scritto a chiare lettere su una pagina del mio sito, L’eleganza è un brand che non è in vendita.
In questo dovremmo essere un po’ più accademici.
E riprendere il dizionario.
Il Treccani alla voce Bellezza dice.
L’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito: la bellezza è una specie di armonia visibile che penetra soavemente nei cuori umani (Foscolo).

Come fai, concretamente, a fare da consulente di bellezza e stile alle persone? Come funziona il tuo lavoro?
La consulenza di stile è per me un’opportunità di empatia, di condivisione, e di miglioramento.
Si inizia sempre da una fase conoscitiva in cui cerco di capire i gusti, le attitudini, le necessità e lo stile di vita, ma soprattutto la percezione di sé della persona.
Poi ci sono vari servizi cui si può accedere: dalla revisione del guardaroba stagionale o fatta in momenti di cambiamento (esempio la gravidanza), allo shopping tour di una giornata o alla consulenza per occasioni speciali (matrimoni, eventi, incontri di business).
In questo momento mi sto molto focalizzando sulle sessioni di Consulenza di Stile di Gruppo. Circola una bella energia quando le donne si sentono confortate dal gruppo, ed è una soluzione perfetta per due motivi.
Il primo è che è molto più economica della consulenza individuale, direi alla portata di tutti. Si svolge in genere in sessioni di mezza giornata, o di sabato o domenica.
Il secondo è che ho l’opportunità di passare a più donne il messaggio di un nuovo significato di Bellezza.
Il motto di queste sessioni è: qualche trucco per sottolineare quanto tu SIA GIA’ bellissima!
Quindi focus sull’unicità e sui punti di forza.
Basta ritocchi in photoshop!

Nel fare da consulente alle persone, qual è l'aneddoto più curioso e utile che hai da raccontare, rispetto all'atteggiamento più comune che riscontri, nei confronti della propria bellezza?
Le donne sono tutte sistematicamente focalizzate sui propri difetti.
E’ un atteggiamento talmente comune che all’inizio non ci facevo neanche caso. Insegnandoci la perfezione ci inoculano alla nascita la penna rossa da usare contro noi stesse.
Ci viene naturale.
Non sento mai nessuna donna presentare le sue doti nell’intervista.
L’estetica, l’abbigliamento, la cura di sé, diventano un modo per coprire, non per esprimere.
Questo paradigma va cambiato.
Quando vesto le donne come loro ‘non si aspettavano’ e allo specchio le vedo sorridere, quello è il seme del contagio avvenuto :-)

Condividi con tutti noi 3 ispirazioni, sulla bellezza, che ti gironzolano dentro da sempre, e che ti fanno da stella cometa, da guida e da punto di riferimento per orientarti?
Anna Magnani che fiera chiede ‘le rughe non me le togliere, c’ho messo una vita a farmele venire’.
La poesia di Ernest Hemingway ‘tu non sei i tuoi anni’.
I vicoli del paese di mia madre, l’odore di cucinato, il tuppo delle signore che fanno l’uncinetto in crocchio.

Valentina, io ti ringrazio di cuore, perché il tuo servizio, sebbene a uno sguardo superficiale possa forse apparire frivolo e/o superfluo, secondo me è una cura, una vera e propria guarigione da tutta la bruttezza, lo squallore e la violenza a cui ci siamo fin troppo abituati e, senza accorgercene, educati. È tempo di tornare a educarci alla bellezza; ne raccoglieremo i frutti. Grazie :-)


Ricordo che il riferimento di Valentina Coccia nel web è http://www.bwstw.com/


Ilaria Cusano